NERO apparente
Silvia Braida é un´artista il cui approccio alla lastra é recente, per il tramite di quella fucina di artisti che é stata la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, che la personalitá di Giorgio Trentin ha forgiato, offrendo all´Italia quella casa di formazione, alla tecnica ed ai valori, di cui oggi, terminata quell´esperienza, continuiamo a sentire il bisogno.
Vi arrivava dall´esperienza della pittura e di questa formazione la sua produzione incisoria rivela tutte le caratteristiche: una tecnica, la puntasecca che incide la lastra seguendo le spinte della creativitá e l´uso della collagraph, che consente la creazione della matrice con materiali vari con risultati di inchiostratura e colore nei quali i passaggi tonali risultano graduati con effetti pittorici fortemente ricercati. Si assiste ad un fluire di emozioni in un magma colorato nel quale la struttura compositiva si compone di forme circolari accostate o incluse le une nelle altre, costruite dal nero in rosso e rosa o rosso-arancio e nelle quali i bianchi, matericamente impastati, danno volume e luce. Le immagini evocano i raggiungimenti formali ed emotivi della grande lezione di Afro, nume tutelare dell´arte contemporanea friulana, di cui la Braida comprende ed interpreta i raggiungimenti lirici, caricandoli di materia.
Si comprende nelle prove più recenti, come la materia agisca su di lei con una forza propositiva ed innovativa; l´uso della carta e della stoffa, da materiali costitutivi diventano mezzi espressivi togliendo al foglio inciso il ruolo di protagonista, e dandogli quello esclusivamente interpretativo di un racconto o di un´emozione.
di Giuliana Ericani